Bilancio annuale 2018
18 luglio 2019
MIRAGGI MIGRANTI Ospitalità, Educazione, Condivisione. Macerata 19-20 ottobre
6 ottobre 2019

“Per fortuna siamo tutti genitori imperfetti” Incontri a tema per chi è stato figlio e ha dei figli

Progetto

“Per fortuna siamo tutti genitori imperfetti”

Incontri a tema per chi è stato figlio e ha dei figli

 

PREMESSA

L’evolversi della società ha sbriciolato la visione della famiglia del ‘900 e le figure delle certezze: uomo che lavora, donna che sforna figli ed è l’angelo del focolare, la regina della casa negli stereotipi della pubblicità.

Le generazioni di oggi sono sempre più fragili: i genitori, nel tentativo di proteggere i propri figli, diventano iperprotettivi, ottenendo l’effetto contrario: giovani in difficoltà nel gestire le sconfitte, nel prendere decisioni e nel relazionarsi con i pari.

Gli operatori del welfare hanno l’imperativo di sfornare idee, corsi, laboratori, seminari, come se educare i genitori ad essere buoni genitori sia avulso da un contesto in cui c’è totale assenza di principi etici; ma per crescere occorre educarci tutti.

La famiglia, che nella sua continua trasformazione e con le sue fragilità, rimane pur sempre il nucleo dell’organizzazione sociale, luogo dell’educazione e della socializzazione dei suoi componenti, è assediata da scelte politiche che non sanno risolvere problemi quotidiani: conflitti interculturali, endemica povertà economica e culturale, discriminazioni, violenze, ecc …Della famiglia si occupa una politica che non cresce, ma regredisce.

Allora l’appello si rivolge “agli uomini di buona volontà”, perché si alleino e vadano in soccorso delle nuove generazioni affinché imparino a liberarsi da sovrastrutture nocive, per rendersi liberi e responsabili nei pensieri e nelle scelte.

Educatori, psicologi, insegnanti, operatori stringano un patto con i genitori, un’alleanza positiva per riflettere su alcuni concetti, come ad esempio quello della manipolazione ideologica, l’influenza del consumismo, il soggettivismo, ecc.. e cimentarsi nell’arduo compito di essere genitori adulti, somma ed evoluzione di esperienze, rappresentazioni, ricordi, modelli relazionali, fantasie, paure e sogni che caratterizzano la storia affettiva di ciascuno di noi; imparare ad essere consapevoli e resilienti per avere le risorse per camminare con efficacia accanto ai nostri figli.

Questo progetto propone di incontrarsi, confrontarsi, scontrarsi, condividere, imparare a crescere assieme.

 

FINALITA’

I genitori (imperfetti) sognano figli perfetti e in tal senso si spendono quotidianamente. Ma è difficile: si ha continuamente paura che ai piccoli possa accadere qualcosa di grave o di commettere errori che influenzeranno per sempre la loro vita. Si cerca di evitare loro ostacoli, delusioni, rischi, aiutandoli continuamente in ogni difficoltà. I genitori vivono tensioni e i figli non “crescono” e non si sviluppa in loro la disposizione a cimentarsi in futuro nella soluzione dei problemi.

Per quanti sforzi i genitori imperfetti compiano, non avranno figli perfetti, perché, per fortuna, anche i figli sono imperfetti.

E dunque come lasciare che, nonostante ciò i figli crescano felici e sereni?

Questo progetto vuole portare un contributo proponendo ai genitori di confrontarsi con altri genitori, per scoprire che forse a volte si sbaglia senza rendersene conto, che le nostre sono le paure e le ansie degli altri, che parlando si possono imparare strategie educative efficaci.

La condivisione di esperienze può aiutare padri e madri ad interpretare meglio il loro ruolo e scoprire quanto può essere facile trasmettere ai propri figli gli strumenti per diventare coraggiosi, guerrieri, persone che saranno sé stesse e non come vorrebbero che diventassero i loro genitori.

 

TARGET

Genitori

 

CONTENUTI

Il progetto  propone appuntamenti , condotti da esperti, una specie di “officina per genitori imperfetti”, e tra le tante si sono individuate le seguenti tematiche  :

  • Mi stai ascoltando? Come i genitori  riconoscono le proprie emozioni, per aiutare  i bambini a  riconoscere e dare un nome alle loro emozioni  . Anche i bambini hanno bisogno di riconoscere e dare un nome alle loro emozioni. Spesso i bambini hanno difficoltà a descrivere ciò che stanno provando/sentendo, quindi a raccontarlo. Sta agli adulti aiutarli a riconoscere le emozioni, perché possano imparare a distinguerle. Dunque gli adulti altro non sono che degli “allenatori emotivi” che aiutano a sviluppare un vocabolario adeguato.  Promuovere l’ascolto attivo per sanare difficoltà; favorire il dialogo; saper ascoltare i propri figli, per farli sentire amati, accolti: capiranno di esistere e impareranno a loro volta ad ascoltare e ad accogliere gli altri, ad usare il linguaggio come strumento relazionale.
  • Diritti e rovesci. Ogni persona è portatrice di diritti, che vanno rispettati, soprattutto agiti, ma ai quali si affiancano doveri, responsabilità e rispetto delle regole. Dare sicurezza, imparando ad essere coerenti nel tempo, con i comportamenti e affrontando serenamente le strategie (i capricci, ecc..) che i bambini adottano per convincere i genitori a cedere alle “concessioni”.
  • Figli coraggiosi e guerrieri. Come coltivare nei nostri figli la resilienza, la sicurezza, l’autostima e la fiducia in sé stessi e nelle loro capacità; spingerli ad andare nel mondo e ad affrontare quello che il mondo offre loro.
  • Genitori e insegnanti: alleati o nemici? E ‘evidente l’urgenza di nuove relazioni tra genitori e insegnanti; capita spesso che quando si presenta un qualsiasi tipo di difficoltà del figlio/alunno, vengano messe in atto modalità relazionali che rispondano alle necessità di genitori ed insegnanti di sentirsi competenti e di cercare nell’altro la difficoltà, il problema, l’errore… Dunque é preferibile analizzare le situazioni, discuterle insieme, senza partire dal presupposto che si debba sempre difendere i nostri ragazzi, ma aiutarli a capire dove è il problema, chi ha sbagliato e come affrontarlo con serenità. Anche fare l’insegnante è un lavoro molto duro, che richiede tanta passione per essere fatto bene.  Venirsi incontro e cercare di capire le ragioni e le difficoltà degli altri è sempre la scelta più giusta, ma soprattutto è importante trasmettere ad un figlio il concetto di fiducia e rispetto nella figura educante.
  • L’educazione non violenta : la violenza è una patologia di relazione, si tramanda, …un ambiente dove i rapporti sono alterati da comportamenti scorretti e violenti lascia un’impronta che condizionerà la vita . Si impara la piccoli.
  • Giochi, cellulari, tablet: relazioni virtuali per cervelli in disarmo. Non vanno criminalizzate le tecnologie digitali perché possono avere un impatto positivo sull’apprendimento, ma l’esperienza digitale dei figli deve passare da una partecipazione educativa dei genitori. I genitori dovrebbero dare il buon esempio, limitando l’utilizzo dei media perché i bambini sono grandi imitatori. Smartphone e tablet stanno diventando la nuova baby sitter. I giochi devono essere nostri alleati nello sviluppare la manualità, la fantasia, la creatività, l’abitudine di giocare da soli e anche in compagnia.

 

MODALITA’

Il progetto prevede che per ogni appuntamento sia prevista la presenza di uno o più esperti, che delineino l’argomento scelto e favoriscano la partecipazione attiva dei genitori presenti, promuovendo lo scambio di esperienze, accolgano timori, perplessità, certezze, …per un confronto che porti spunti di riflessione e discussione. L’Associazione Dafne si affida ai partner, perché possano essere disponibili a mettere a disposizione luoghi   adatti per gli incontri, dove sia facile per ciascuno essere attore e spettatore

 

OBIETTIVO

La famiglia ha, tra le altre, la sua ragion d’essere nella necessità dell’uomo di avere un luogo di affetti, di protezione certa e il bambino fonda la propria esistenza in questo nucleo, perché è appunto un fattore protettivo: quanto proposto ha l’obiettivo di guardarci nella nostra quotidianità, di supportarci, perché ognuno ha bisogno di aiuto nel suo essere genitore.

 

CRITERI DI VALUTAZIONE

Confronto con gli altri partner e considerazioni in corso d’opera sulla partecipazione e i risultati parziali.

 

TEMPI

Il progetto ha durata  di 24  mesi, a partire dall’autunno 2019; ogni appuntamento durerà almeno due ore.

 

Responsabile del progetto                                                        Collaboratori

Francesca Pallotta                                                          Marta Bertinato e Jacopo Cassol

 

Per fortuna siamo tutti genitori imperfetti 

Per fortuna siamo tutti genitori imperfetti volantino