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Progetto “Per fortuna siamo tutti genitori imperfetti” Secondo Ciclo Al tempo del Covid

VISTA L’EMERGENZA COVID-19 GLI INCONTRI SI SVOLGERANNO IN SVOGLERANNO IN MODALITA’ WEBINAR, PER ISCRIVERSI INVIARE UNA MAIL CON IL TITOLO DELL’INCONTRO A: iscrizioni.dafne@gmail.com E VI VERRA’ INVIATO IL INK PER IL COLLEGAMENTO 

Incontri a tema per chi è stato figlio e ha dei figli

PREMESSA

L’evolversi della società ha sbriciolato la visione della famiglia del ‘900 e le figure delle certezze: uomo che lavora, donna che sforna figli ed è l’angelo del focolare, la regina della casa negli stereotipi della pubblicità.

Le generazioni di oggi sono sempre più fragili: i genitori, nel tentativo di proteggere i propri figli, diventano iperprotettivi, ottenendo l’effetto contrario: giovani in difficoltà nel gestire le sconfitte, nel prendere decisioni e nel relazionarsi con i pari.

Gli operatori del welfare hanno l’imperativo di sfornare idee, corsi, laboratori, seminari, come se educare i genitori ad essere buoni genitori sia avulso da un contesto in cui c’è totale assenza di principi etici; ma per crescere occorre educarci tutti.

La famiglia, che nella sua continua trasformazione e con le sue fragilità, rimane pur sempre il nucleo dell’organizzazione sociale, luogo dell’educazione e della socializzazione dei suoi componenti, è assediata da scelte politiche che non sanno risolvere problemi quotidiani: conflitti interculturali, endemica povertà economica e culturale, discriminazioni, violenze, etc. Della famiglia si occupa una politica che non cresce, ma regredisce.

Tutte problematiche che la pandemia ha accentuato, evidenziato, aggravate per di più da gravi emergenze economiche

Allora l’appello si rivolge “agli uomini di buona volontà”, perché si alleino e vadano in soccorso delle nuove generazioni affinché imparino a liberarsi da sovrastrutture nocive, per rendersi liberi e responsabili nei pensieri e nelle scelte.

Educatori, psicologi, insegnanti, operatori stringano un patto con i genitori, un’alleanza positiva per riflettere su alcuni concetti, come ad esempio quello della manipolazione ideologica, l’influenza del consumismo, il soggettivismo, etc. e cimentarsi nell’arduo compito di essere genitori adulti, somma ed evoluzione di esperienze, rappresentazioni, ricordi, modelli relazionali, fantasie, paure e sogni che caratterizzano la storia affettiva di ciascuno di noi; imparare ad essere consapevoli e resilienti per avere le risorse per camminare con efficacia accanto ai nostri figli.

Questo progetto propone di incontrarsi, confrontarsi, scontrarsi, condividere, imparare a crescere assieme.

FINALITA’

I genitori (imperfetti) sognano figli perfetti e in tal senso si spendono quotidianamente. Ma è difficile: si ha continuamente paura che ai piccoli possa accadere qualcosa di grave o di commettere errori che influenzeranno per sempre la loro vita. Si cerca di evitare loro ostacoli, delusioni, rischi, aiutandoli continuamente in ogni difficoltà. I genitori vivono tensioni e i figli non “crescono” e non si sviluppa in loro la disposizione a cimentarsi in futuro nella soluzione dei problemi.

Per quanti sforzi i genitori imperfetti compiano, non avranno figli perfetti, perché, per fortuna, anche i figli sono imperfetti.

E dunque come lasciare che, nonostante ciò i figli crescano felici e sereni?

Questo progetto vuole portare un contributo proponendo ai genitori di confrontarsi con altri genitori, per scoprire che forse a volte si sbaglia senza rendersene conto, che le nostre sono le paure e le ansie degli altri, che parlando si possono imparare strategie educative efficaci.

La condivisione di esperienze può aiutare padri e madri ad interpretare meglio il loro ruolo e scoprire quanto può essere facile trasmettere ai propri figli gli strumenti per diventare coraggiosi, guerrieri, persone che saranno sé stesse e non come vorrebbero che diventassero i loro genitori.

TARGET

Genitori

CONTENUTI

Il progetto  propone appuntamenti condotti da esperti, ideati come “officina per genitori imperfetti” e tra le tante si sono individuate le seguenti tematiche  :

  1. Relatrice Sonia Colluccelli:

Mi stai ascoltando?                   

 Come i  genitori  riconoscono le proprie emozioni, per aiutare  i bambini a  riconoscere e dare un nome alle loro emozioni. Anche i bambini hanno bisogno di riconoscere e dare un nome alle loro emozioni. Spesso i bambini hanno difficoltà a descrivere ciò che stanno provando/sentendo, quindi a raccontarlo. Sta agli adulti aiutarli a riconoscere le emozioni, perché possano imparare a distinguerle. Dunque gli adulti altro non sono che degli “allenatori emotivi” che aiutano a sviluppare un vocabolario adeguato. Promuovere l’ascolto attivo per sanare difficoltà; favorire il dialogo; saper ascoltare i propri figli, per farli sentire amati, accolti: capiranno di esistere e impareranno a loro volta ad ascoltare e ad accogliere gli altri, ad usare il linguaggio come strumento relazionale

  1. Relatore Walter Marcer:

Genitori e insegnanti: alleati o nemici?                                                                                                E’ evidente l’urgenza di nuove relazioni tra genitori e insegnanti; capita spesso che quando si presenta un qualsiasi tipo di difficoltà del figlio/alunno, vengano messe in atto modalità relazionali che rispondano alle necessità di genitori ed insegnanti di sentirsi competenti e di cercare nell’altro la difficoltà, il problema, l’errore. Dunque é preferibile analizzare le situazioni, discuterle insieme, senza partire dal presupposto che si debba sempre difendere i nostri ragazzi, ma aiutarli a capire dove è il problema, chi ha sbagliato e come affrontarlo con serenità. Anche fare l’insegnante è un lavoro molto duro, che richiede tanta passione per essere fatto bene. Venirsi incontro e cercare di capire le ragioni e le difficoltà degli altri è sempre la scelta più giusta, ma soprattutto è importante trasmettere ad un figlio il concetto di fiducia e rispetto nella figura educante.

  1. Relatore don Giovanni Fasoli:

La dipendenza da video giochi: FORTNITE                                                                   Fortnite è un rischio come ogni altra esperienza digitale se continuiamo a sottovalutare l’importanza dell’educazione digitale in famiglia. Non vanno criminalizzate le tecnologie digitali perché possono avere un impatto positivo sull’apprendimento, ma l’esperienza digitale dei figli deve passare da una partecipazione educativa dei genitori. I genitori dovrebbero dare il buon esempio, limitando l’utilizzo dei media perché i bambini sono grandi imitatori. Smartphone e tablet stanno diventando la nuova baby sitter. I giochi devono essere nostri alleati nello sviluppare la manualità, la fantasia, la creatività, l’abitudine di giocare da soli e anche in compagnia. E’ importante sapere che un obiettivo di Fortnite  è “uccidere altri umani”, inoltre  espone i più piccoli ad alcuni pericoli, come la pedofilia online.

  1. Relatori Irene Casagrande, Edoardo Fainello, Andrea Pennacchi(?):

Calcio, nuoto, palestra…e perché no? Accademia teatrale                                       Fare teatro è un’attività divertente, stimolante e appassionante ma se fatto in una scuola di qualità,può rappresentare un’esperienza formativa senza eguali, poiché data la sua natura di linguaggio interdisciplinare, è in grado di contenere dentro di sé la parola, il movimento, il gesto, l’osservazione, l’ascolto e soprattutto la disciplina, paragonabile a quella di un atleta, ovvero tutto ciò che occorre a dare un senso e un significato alla vita di un individuo e di una comunità. È un’attività inoltre che si basa su di un principio semplice ma fondamentale: da soli non si può fare nulla. Ecco quindi che parte integrante del percorso didattico riguarda ancora l’ascolto ma soprattutto l’aiuto e il rispetto. Il gruppo diventa quindi un contenitore protetto in cui si possono lasciare fluire le emozioni e le idee, riuscendo a sostenerci nella riscoperta della nostra individualità in relazione agli altri e del bisogno di esprimerci utilizzando una metodologia comunicativa ricca e potente.

  1. Relatori Luca De Giorgis e Sonia Sommacal:

Come si comportano i nostri figli fuori casa?                                               La cronaca ci riporta spesso di reati di varia gravità commessi da giovanissimi fuori casa e di genitori che restano stupiti dai comportamenti di figli che allevano con tutte le “attenzioni e soddisfanno ogni loro desiderio” . I giovani e la violenza: dal bullismo in su.

  1. Relatrice Maria Agnese Cheli:

Come ci comportiamo tra noi adulti? (I figli ci guardano!)                                    La famiglia ha, tra le altre, la sua ragion d’essere nella necessità dell’uomo di avere un luogo di affetti, di protezione certa e il bambino fonda la propria esistenza in questo nucleo, perché è appunto un fattore protettivo.  La famiglia coesa e accudente consente di rispettare l’identità dei figli; diventa un fattore di rischio nel momento in cui la relazione tra i genitori è conflittuale e al suo interno si fa ricorso al maltrattamento.

 

  1. Relatore Umberto Galimberti:

Genitori e figli al tempo del Covid     

Incontro in via di definizione con il prof. Galimberti

“Officina per genitori imperfetti”

Modalità

Il progetto prevede che per ogni appuntamento sia prevista la presenza di uno o più esperti, che delineino l’argomento scelto e favoriscano la partecipazione attiva dei genitori presenti, promuovendo lo scambio di esperienze, accolgano timori, perplessità, certezze, …per un confronto che porti spunti di riflessione e discussione.

Obiettivo

La famiglia ha, tra le altre, la sua ragion d’essere nella necessità dell’uomo di avere un luogo di affetti, di protezione certa e il bambino fonda la propria esistenza in questo nucleo, perché è appunto un fattore protettivo: quanto proposto ha l’obiettivo di guardarci nella nostra quotidianità, di supportarci, perché ognuno ha bisogno di aiuto nel suo essere genitore.

Relatori

Sonia Colluccelli: insegnante di Scuola Primaria Montessori, coordinatrice Rete Scuole Montessori del Piemonte, responsabile formazione per Fondazione Montessori Italia

Walter Marcer: psicologo , psicoterapeuta

Giovanni Fasoli: psicologo clinico e dell’educazione docente all’Università IUSVE

Irene Casagrande: attrice di cinema, teatro e tv, autrice di testi , collabora con l’Ass. Dafne, per la quale ha scritto e interpreta “Il peso specifico di una carezza”

Edoardo Fainello: attore, direttore artistico dell’Accademia teatrale “Lorenzo Da Ponte “ di Vittorio Veneto, autore di testi teatrali

Andrea Pennacchi: attore teatrale, cinematografico, drammaturgo e personaggio televisivo

Luca De Giorgis: ex Segretario Regionale Associazione Magistrati per i Minorenni e la Famiglia, esperto dei fenomeni del bullismo e cyberbullismo

Sonia Sommacal: avvocato, collabora con l’Ass. “legalmente bambini”

Maria Agnese Cheli: psicologa, già responsabile del centro specialistico contro i maltrattamenti all’infanzia “Il faro” AULS di Bologna

Criteri di valutazione:

Considerazioni in corso d’opera sulla partecipazione e i risultati parziali.

Tempi

Il progetto ha durata 12 mesi, a partire da dicembre 2020; ogni appuntamento durerà almeno due ore.

VISTA L’EMERGENZA COVID-19 GLI INCONTRI SI SVOLGERANNO IN SVOGLERANNO IN MODALITA’ WEBINAR, PER ISCRIVERSI INVIARE UNA MAIL CON IL TITOLO DELL’INCONTRO A iscrizioni.dafne@gmail.com E VI VERRA’ INVIATO IL INK PER IL COLLEGAMENTO  

Responsabile del progetto

Francesca Pallotta

Collaboratori

Marta Bertinato e Jacopo Cassol