Lo psicologo a scuola
11 Settembre 2017
Essere d’emozioni
24 Gennaio 2018

I bambini ci guardano

(film diretto da De Sica nel 1943- tratto dal romanzo “PRICO’” del 1924 di Cesare Giulio Viola)

PREMESSA

Esiste per un bambino un luogo più pericoloso della propria famiglia?

La famiglia ha, tra le altre, la sua ragion d’essere nella necessità dell’uomo di avere un luogo di affetti, di protezione certa e il bambino fonda la propria esistenza in questo nucleo, perché è appunto un fattore protettivo.  La famiglia coesa e accudente consente di rispettare l’identità dei figli; diventa un fattore di rischio nel momento in cui la relazione tra i genitori è conflittuale e al suo interno si fa ricorso al maltrattamento.

Il 90% delle violenze che i bambini subiscono dagli adulti nascono in ambiente familiare, dove figure parentali fragili espongono i propri figli a maltrattamenti psicologici e fisici, di cui spesso sono i primi a sottovalutare i danni.

La violenza domestica è uno dei fenomeni sommersi per eccellenza, che si nasconde in gran parte tra le pareti domestiche, nell’invisibilità delle case private, dove una donna su tre subisce nel corso della propria vita una qualche forma di violenza (psicologica, fisica, sessuale); un fenomeno ampio e diffuso che coinvolge i figli che vi assistono. Solo una minima parte dei casi arriva a conoscenza delle Forze Dell’Ordine e della Magistratura.

Ma gli adulti, che esercitano il loro potere attraverso la violenza, sono spesso quegli stessi bambini che hanno a loro volta vissuto un’infanzia in un ambiente violento.

La sensibilità verso questo fenomeno risale agli anni ’90 grazie alla rete di protezione creata tra operatori privati e pubblici, facendo così emergere l’importanza di occuparsi anche della violenza assistita.

La violenza assistita, in quanto maltrattamento psicologico, comporta effetti a livello emotivo, fisico e relazionale e i bambini vengono esposti a modelli educativi confusi e laceranti, che coinvolgono la costruzione della sfera dei principi etici: imparano che la violenza è un comportamento lecito nei legami affettivi e nelle relazioni sia di coppia che amicali; questo crea confusione nel loro mondo interiore su ciò che è affetto, ciò che è violenza e ciò che è intimità. Questi bambini hanno una probabilità maggiore di apprendere errati modelli genitoriali di comportamenti e relazioni e di essere autori o vittime di violenza .

CONTENUTI

Manca spesso una rilevazione precoce delle situazioni di violenza domestica e una tempestiva valutazione del grado di pericolosità delle stesse per i bambini che assistono

La prevenzione contro la violenza in famiglia è la strategia che si può e si deve praticare, lavorando soprattutto con i bambini:

-per sperare in adulti consapevoli

-per far emergere le situazioni in atto e non svelate

-per poter intraprendere percorsi con interventi che supportino sia il bambino che i genitori (sia chi subisce che chi agisce)

-per costruire una cultura di non violenza

OBIETTIVI

I bambini, con le loro emozioni, con le loro modalità non verbali di esprimere le sofferenze e di chiedere aiuto, sono la chiave per entrare in casa, per scoprire quanto si consumi al riparo delle pareti domestiche, per ascoltare i silenzi che proteggono rapporti violenti.

I bambini sono la strada per aiutare adulti che spesso all’esterno sono giudicati “tranquilli”, “corretti”, soprattutto “normali”.

a Scuola è il luogo per eccellenza dove cogliere i segni del disagio.

I nostri insegnanti non sono solamente depositari di conoscenze da trasmettere, possono e devono essere l’adulto proteggente e tutelante che il bambino cerca inconsciamente quando non ha un genitore presente..

L’insegnante è l’adulto che con la famiglia accompagna il bambino nella crescita alla scoperta / conoscenza dei propri diritti , dei propri doveri, delle proprie emozioni, delle modalità di relazionarsi con gli altri, del rispetto di sé e degli altri; può essere un supporto alla resilienza.

TARGET

Bambini 5-8 anni

Insegnanti

AZIONI RIVOLTE AI BAMBINI

prevedere la formazione dei bambini, partendo dai primi anni della scolarizzazione ( target 5/8 anni), utilizzando il gioco, la psicomotricità e il disegno, che  sono  le modalità più abituali e immediate che il bambino utilizza per raccontarsi e comunicare.

AZIONI RIVOLTE AGLI INSEGNANTI

prevedere la formazione degli insegnanti perché abbiano i contenuti di un insegnamento finalizzato:

1) all’educazione alle relazioni,

2) al riconoscimento delle emozioni,

3) per aiutare i bambini a rifiutare le giustificazioni culturali della violenza,

4) per sviluppare competenze di decodifica degli indicatori verbali e non verbali   del disagio,

5) per acquisire   precise indicazioni su cosa/come/a chi segnalare.

STRUMENTI

Con i bambini:

-raccogliere e utilizzare le storie sulle emozioni raccontate dai bambini e riraccontate dai bambini stessi attraversò l’uso del fumetto

-creare uno strumento (libro /dvd / documentario..)per rendere esportabile e ripetibile l’esperienza svolta

RISORSE

L’Associazione Dafne mette a disposizione :

-una psicologa dell’ età evolutiva che utilizza lo strumento del fumetto

-una psicologa a disposizione degli insegnanti nel periodo di attuazione del progetto, per consulenze e supporto

– un’educatrice

TEMPI

Il progetto prevede un tempo di attuazione di 17 mesi

  1. Da gennaio a luglio 2017 per individuare e precisare i contenuti del programma e le modalità operative
  2. Da settembre 2017 a giugno 2018 per la fase attuativa

 

VALUTAZIONE

La valutazione del progetto sarà attuata attraverso

-il grado d’interesse degli alunni

-la partecipazione degli insegnanti

-i dati di rilevazione di eventuali situazioni familiari critiche

-un questionario finale rivolto agli insegnanti

-produzione di uno strumento di diffusione mediatica

MONITORAGGIO

  • Incontri di verifica in corso d’opera
  • Relazione per la stesura del progetto definitivo da attuare
  • Convegno finale